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Beta Produzioni OLDEN - A60 Il nuovo album di OLDEN.. Product #: ML137 based on 0 reviews Regular price: $11.99 $11.99

OLDEN - A60

Etichetta: Beta Produzioni
Codice del prodotto: ML137

Prezzo: 11.99

C'’è una terra di mezzo nel misterioso, e mai del tutto esplorato, continente della canzone. Essa è collocata tra la creatività autorale, al netto degli abbellimenti, ed il gusto, la sensibilità interpretativa che rivela la rivisitazione di “vecchie”canzoni.

Nella sostanza i brani sono identici: stesse parole, stesse melodie  ma tra timbriche, armonizzazioni e, soprattutto interpretazioni e arrangiamenti, in questo disco, il secondo decolla dalla piattaforma originale, trascinando in volo il primo, riuscendo a rigenerarne qualità, senso e futuro.

Per questo ci vuole coraggio a misurarsi con gli anfratti di brani del passato - non sempre capolavori - che, oltre all’estetica delle arti, appartengono al sentimento delle generazioni che le hanno vissute (perché c’è stato un tempo in cui le canzoni, come le arti popolari, si vivevano).

Stiamo parlando di qui fantastici, indimenticabili, formativi e stordenti anni ’60, quando i movimenti nascevano individualmente, spesso spinti da turbamenti non condivisi (o non condivisibili…) e ancora dominava l’inconsapevolezza del legame tra “pubblico e privato” che avrebbe caratterizzato i lustri successivi, quando tutto doveva e diventò “politica”.

Dieci anni piú tardi, negli "anni 70 nati dal fracasso" (P. Pietrangeli), nella sala parto della storia, tra urla e tumulti di massa, nasceva il soggetto che, nel decennio precedente era stato concepito: il giovane.

L’eroe in questione è OLDEN, classe 1978 qui al suo quinto lavoro discografico, ma cresciuto con le audio-cassette degli anni ’60 dei genitori, che ne hanno influenzato la formazione artistica facendone «… un pò un giovane (a Olden manca una “h” per diventare il personaggio di Salinger -ndr) vecchio che avrebbe desiderato nascere 80 anni fa, frequentare Enzo, Luigi, Fabrizio;  da tenebroso artista che ama la Francia ma è cresciuto anche con i Beatles». Giusto che la sua tesi di laurea in scienze politiche si chiamasse “Tenco e l’Italia dei Fiori”.

Ma per un’impresa eroica, come questa ricerca di un “ascolto” perduto, ci vogliono una mente ed almeno un paio di complici di livello.

Durante la 42ª edizione del Premio Tenco 2018 l’album é stato presentato sotto forma di spettacolo, (“Autostrada 60 Rivisitata” ideato da Olden e da Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico della Rassegna) un concerto di 12 brani che celebrano dieci anni di musica “popolare”, italiana ed internazionale.

Da questi 12 studi, sono state tratte le 9 tracce di A60, presentato ufficialmente alla stampa giovedì 18 Ottobre presso la Sede del Club Tenco e dal giorno successivo reso disponibile in tutte le piattaforme digitali.

L’uscita ufficiale in tutti i negozi é per lunedi’ 19 novembre, e sará distribuito da Goodfellas.

L’album é stato prodotto da Flavio Ferri (Delta V) e registrato a Barcellona (Spagna).

A60 TRACKLIST:

1.RESTA(Stay) di Maurice Williams. È stata lanciata nel 1960 dall’autore insieme agli Zodiacs e ripresa nel 1977 da Jackson Browne. Del 1966 è la versione italiana, su testo di Mogol, incisa dall’Equipe 84.
2.UN FIUME AMARO. Nel 1962 Mikis Theodorakis scrive O kaimòs su testo di Dimitris Christodoulou. Resa famosa da Grigoris Bithikotsis, è stata ripresa nel 1970, su testo di Sandro Tuminelli, e portata al successo da Iva Zanicchi.
3.E IL TRENO VA. Con questa canzone Richard Anthony scala la Hit Parade nel 1963, come già fatto in Francia con la versione francese. Si tratta della traduzione di Pace e Testoni di “J’entend siffler le train”, firmato da Jacques Plante che, a sua volta, si basa sulla musica di “500 miles”, uno dei successi di Peter, Paul and Mary. È un antico canto risalente alla Guerra di Secessione, rielaborato da Hedy West.
4.LEI. Sul finale del 1965 Salvatore Adamo pubblica “Elle”. Pochi mesi dopo appare da noi la versione tradotta, sempre a firma dello stesso cantautore italo-belga. “Lei” si rivela il suo più grande successo discografico italiano.
5.ADESSO Sì(Sergio Endrigo) presentata dall’autore in coppia con Chad & Jeremy al Festival di Sanremo del 1966.
6.IL VENTO DELL’EST. Classica ballad del 1967 è stata lanciata dall’autore del testo Gian Pieretti e ripresa nel 1989 da Ricky Gianco, autore della musica.
7.LA TIETACanzone di Joan Manuel Serrat del 1968, è diventata in Italia un grandissimo successo di Mina con il titolo “Bugiardo e incosciente” su un nuovo testo di Paolo Limiti. Francesco Guccini l’ha poi tradotta, ma in modenese, come “La ziatta”. Qui viene riproposta nella traduzione italiana di Sergio Secondiano Sacchi.
8.GIOVANNI TELEGRAFISTA(“João telegrafista”). Una lirica del  poeta brasiliano Cassiano Ricardo, tradotta da Ruggero Jacobbi e musicata nel 1968 da Enzo Jannacci.
9.TUTTA MIA LA CITTÀ(Blackberry Way) Un successo dei The Move, scritta dal leader del gruppo Roy Wood, futuro leader di Electric Light Orchestra e Wizzard, prima di diventare cantautore. Su testo italiano di Mogol, l’Equipe 84 ha raggiunto il primo posto in classifica.

Alcune ineludibili considerazioni sugli altri due musicisti complici: il manipolatore di corde ULRICH SANDER alle chitarre, con i suoi accompagnamenti precisi e chirurgici; e l’encomiabile FLAVIO FERRI alle tastiere e alle programmazioni (nonché produttore e arrangiatore, già anima fondante dei “DeltaV”) che, con la sua preziosa visionarietà musicale, ha precisato l’obiettivo e il metodo di questo lavoro: «ridurre la distanza, non solo temporale, uniformando l’esperienza a caccia di bellezza. Un percorso, fatto di arrangiamenti molto misurati attorno all’intensità interpretativa di Olden, fino a dimenticare completamente le versioni originali. A questo punto il lavoro si poteva dire finito».

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