Tom Dilein – Alter Ego

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Un vortice sonoro in cui farsi trascinare ad occhi chiusi. L’affresco musicale di un percorso interiore, in una lotta contro “l’Altro” raccontata da melodie distorte ed intime risonanze 

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Descrizione

Un vortice sonoro in cui farsi trascinare ad occhi chiusi. L’affresco musicale di un percorso interiore, in una lotta contro “l’Altro” raccontata da melodie distorte ed intime risonanze 

Un percorso autobiografico in forma semi-strumentale, un’altalena emotiva costruita su melodie distorte, chitarre e pedaliere analogiche.

E’ il tormentato viaggio musicale di Tom Dilein nel suo “Alter Ego”, Ep di 6 brani disponibile all’ascolto dal 18 dicembre 2020, pubblicato in formato fisico da Beta Produzioni e distribuito in digitale da Artist First.

Nei 18 minuti di “Alter Ego”, Tom Dilein ci conduce nell’intimità della propria psiche, ripercorrendo in chiave sonora i propri traumi: la depressione scaturita da un grave incidente, con il conseguente isolamento nei boschi della sua Versilia prima del ritorno in una città, Firenze, in cui non si riconoscerà più fino in fondo.

“Alter ego” è un’inesorabile e terapeutica discesa nell’Io profondo, dove spesso convivono anime differenti e in conflitto tra loro.

“Quando in una mente alloggiano due personalità c’è sempre un conflitto / una battaglia. La battaglia è finita / e la personalità dominante ha vinto” – (“L’altro” – “Psycho”, 1960).

Tom ci descrive senza riserve la sua travagliata ricerca di un equilibrio emotivo, esorcizzando e combattendo i propri demoni attraverso la composizione e la sperimentazione sonora.

A rendere più eloquenti le “strade” di “Alter ego” sono i campionamenti vocali che fungono da voci narranti (tra cui quelle delle famose doppiatrici Tina Lattanzi e Wanda Tettoni) tratti da una selezione di vecchi film in bianco e nero. 

Saranno loro a tradurre in parola i messaggi dell’Alter-ego di Tom descrivendo, con un sarcasmo a tratti sadico, la poetica della sua duplice personalità. 

Un aspetto che si intensifica nei diversi scambi di battute (in “Fato” e “Dolo”) tra la severa voce femminile (ancestrale ricordo di quella materna) raffigurante il gemello sadico e protettivo, e la triste voce fanciullesca che rimanda all’inquieta infanzia dell’autore.  

Completamente strumentali, invece, i brani “Altrove” e “Lost”, suggestive interpretazioni musicali di una surreale percezione del bosco, emblema dello smarrimento e dell’isolamento psico-fisico dell’autore. 

A parlare direttamente per conto di Tom sarà invece il cavaliere Antonius Block (dal film “Il settimo sigilllo” di Ingmar Bergman) nella nevrotica e tormentata end-track, “Specchio”.

Qui si arriverà all’apice dell’emotività e l’autore si metterà completamente a nudo nel fissare il riflesso di sé stesso. Colmo di tristezza e senso di colpa, però, non riuscirà a distinguere la realtà dalle paranoiche visioni che affollano i suoi pensieri.

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